L’ecologia e la sostenibilità, ambientale ma anche economica e sociale, sono dei valori che sempre più spesso appaiono all’interno della mission di innumerevoli aziende. Ma se è bene guardarsi dal cosiddetto greenwashing, la pratica spesso promossa dai brand per darsi un’immagine più green della concreta realtà, c’è chi realmente investe in ricerca e sviluppo di progetti veramente utili all’ambiente. L’esempio concreto a noi più vicino è quello di Finstral. Ne abbiamo già parlato sotto diversissimi aspetti, dal prodotto alla posa, dalle finestre alle porte, senza mai approfondire fino in fondo il suo impegno in direzione sostenibile.
Con un settore appositamente dedicato, denominato appunto Energia e Ambiente, vengono investiti tempo e risorse nello sviluppo di progetti concreti volti all’ottimizzazione dei processi di lavoro tenendo conto di un necessario calo dell’impatto sull’ambiente e le emissioni di CO2. Un impatto che inizia dai fornitori e continua durante il ciclo di vita della finestra. Finstral cerca di ottimizzare l’intera catena, non soltanto le fasi che la riguardano direttamente, con l‘obiettivo di diventare CO2 neutrale entro il 2030.
Come è nato questo progetto? Monitorando le proprie lavorazioni, Finstral ha scoperto di aver ridotto, negli ultimi 8 anni, le proprie emissioni dell’86%. Un risultato notevole per non essere nemmeno incluso negli obiettivi dell’azienda. Cosa si potrebbe realizzare allora andando in questa direzione con uno scopo preciso?
Ecco come, tra riciclo dei materiali, miglioramento dell’efficienza energetica, intende mettere concretamente in atto questo piano.
Il riciclaggio delle finestre Finstral: un investimento in ottica di sostenibilità
Il primo passo realizzabile per il raggiungimento di uno standard sostenibile è sicuramente il riciclaggio delle finestre già prodotte da Finstral.
E quindi se i materiali utilizzati come vetro, alluminio, ferro e PVC – pregiati ma con un elevato impatto ambientale – richiedono molta energia per essere prodotti e generano emissioni di CO2 significative, l’azienda si impegna a riciclare e riutilizzare questi materiali, contribuendo così a ridurre le emissioni e a promuovere l’economia circolare.
Non solo un concetto, ma un progetto pratico vero e proprio in cui ad una catena di riutilizzo più ampia corrisponde un impatto positivo crescente. A dimostrazione della concretezza di queste pratiche, il progetto pilota presso lo stabilimento di Oppeano, dove le vecchie finestre vengono recuperate, smontate e i materiali rivenduti a soggetti in grado di riutilizzarli dandogli nuova vita, contribuendo così alla chiusura del ciclo di vita dei prodotti.

Uno sforzo che ormai non inizia soltanto alla fine del ciclo di vita della finestra, ma durante la progettazione stessa. Le varie componenti del prodotto finestra devono essere progettate e assemblate in modo da non risultare incollati in modo irreversibile, ma anzi separabili e in grado di essere smistate nelle rispettive destinazioni cominciando un nuovo ciclo di vita.
EPD e analisi del ciclo di vita certificate
Un altro pilastro della strategia di sostenibilità di Finstral è rappresentato dalle EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto), ovvero le analisi certificate dell’impatto ambientale di un prodotto, che permettono di valutare l’intero ciclo di vita delle finestre.
Queste analisi meticolose aiutano l’azienda a monitorare l’utilizzo delle risorse, dall’acqua all’energia, per migliorare la sostenibilità lungo tutto il ciclo produttivo e consentire una gestione più informata e responsabile delle emissioni di CO2.
A titolo di esempio, sulla precisione con cui vengono fatti questi calcoli, all’interno di questi studi Finstral è in grado di determinare quanti litri d’acqua saranno necessari nell’intero ciclo di vita della finestra per compiere la regolare manutenzione.
Segno della pervasività e dell’impegno dietro a questo grande progetto sostenibile. Ma come si compone il ciclo di vita di una finestra Finstral in termini di emissioni? Le fasi corrispondono a una semplice divisione temporale:

- il prima, con la preparazione dei materiali precedente all’avvio della produzione che corrisponde a una quota di emissioni
- il durante, quando la finestra Finstral diventa tale e allo stesso modo comporta un certo dispendio energetico
- il dopo, momento al quale spetta le gestione dei rifiuti e delle acque reflue
- la fase di utilizzo vero e proprio della finestra
A quest’ultimo passaggio corrispondono naturalmente ulteriori emissioni, analizzate dall’ente Glass for Europe.
Anche in questo senso possono essere compiute delle azioni semplici ma dall’impatto positivo: una fra tutte, sostituire le vecchie finestre. L’efficienza energetica di un serramento nuovo è in grado di ammortizzare in soli 6 mesi il costo energetico ed emissivo della propria produzione, facendo una differenza sostanziale rispetto ad una finestra vecchia e inefficiente dal punto di vista dell’isolamento termico, con un conseguente maggiore dispendio energetico. Segno che le finestre possono essere un alleato utilissimo nel risparmio energetico.
Obiettivo sostenibilità: CO2 Neutrale entro il 2030 per Finstral
Come anticipato nelle prime righe, Finstral si è posta un obiettivo ambizioso: diventare un’azienda CO2 neutrale entro il 2030. Pur non potendo eliminare del tutto l’uso di macchinari a diesel, si mira però a ridurre al massimo le emissioni, compensando quelle residue attraverso pratiche come la piantumazione di alberi.
Per quanto riguarda la fornitura energetica, entro il 2024, la produzione in Italia sarà alimentata da energia CO2 neutrale ed entro il 2025 i pannelli fotovoltaici copriranno il 20% del fabbisogno energetico.

Finstral ha infatti investito in fonti di energia rinnovabile e sistemi di riscaldamento efficienti, come pompe di calore e reti di teleriscaldamento, per ridurre l’uso di gas naturale e abbattere l’impatto ambientale.
Anche la flotta aziendale sta evolvendo: l’uso di biodiesel derivato da scarti alimentari ha permesso di ridurre le emissioni dell’82% rispetto al diesel tradizionale.
Ma il percorso è ancora lungo e difficile: per il momento Finstral è in grado di migliorare soltanto su ciò che può strettamente controllare della propria produzione, ma bisogna tener conto dell’apporto dei fornitori, per ora difficilmente controllabile.
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