La casa misteriosa che sorprende con le geometrie interne

I tempi che corrono richiedono agli architetti di confrontarsi sempre più di frequente con le esigenze specifiche e accurate dei clienti in termini di consumi energetici e di spazio occupabile. La Huntly Street House di Melbourne, Australia, progettata dallo studio Mirror System, è la dimostrazione che quando gli edifici sono cuciti attorno a questi bisogni, la loro dimensione potrà essere ridotta anche in modo significativo, ma senza perdere comfort e fascino.

Abitazioni con queste esigenze sono ormai tipiche nelle grandi città e possono rappresentare un importante contributo all’ottimizzazione degli spazi pubblici, insieme alle infrastrutture e ai servizi che le circondano. Il progetto di cui vi parliamo, ad esempio, è stato considerevolmente influenzato da alcune costrizioni molto particolari, tra cui la presenza di un’area di scolo delle acque piovane che taglia in diagonale il sito e che dà alla costruzione la sua particolare forma ad angolo. L’area totale a disposizione corrisponde a 131 metri quadrati, ma il bacino idrico da solo ne occupa ben 76 (ovvero il 58% dell’intera superficie). Questa porzione di terreno non è edificiabile quindi l’edificio si trova costretto nell’area di 55 metri quadrati rimanenti.  

Gli interni si sviluppano, così, su tre livelli diversi per un totale di 125 mq e hanno tenuto in considerazione non solo i limiti imposti dal sito, ma anche le linee guida date dal cliente che sono state fondamentali nel determinare la forma particolare dell’abitazione. Tale aspetto è reso ancora più bello dal gioco tridimensionale di superfici nere opache, che costituisce uno dei tratti distintivi dell’intero progetto. 

Se la parte esterna ricorda uno strano monolite piombato all’improvviso dallo spazio, gli interni sono notevolmente più complessi poiché l’unico modo per soddisfare le richieste era quello di creare un seminterrato abitabile adiacente l’area di scolo. Il piano interrato si presenta tutto bianco, così come il resto degli interni, con alcuni varchi per far entrare la luce e per consentire la ventilazione naturale, mentre soffitti e parapetti non mostrano alcuna soluzione di continuità. Il piano terra ospita la sala da pranzo e si affaccia sullo spazio esterno grazie a grandi porte-finestra scorrevoli dai profili neri in un piacevole contrasto con il bianco delle pareti, del soffitto e del pavimento. 

Se è vero che le costrizioni dettate dal sito sono ben evidenti in particolari come scale, uso artificiale della luce e persino nei serramenti, nei bagni e nei mobili, gli architetti dello studio Mirror Systems hanno affrontato e risolto con successo tutte le difficoltà legate alla conformazione del terreno e alle richieste ricevute dal cliente. 

La loro geometria a scaloni è diventata un chiaro esempio di come un ostacolo possa persino trasformarsi in un vantaggio ed è quasi un peccato che la parte esterna non lasci intravedere nulla delle complesse soluzioni interne quando si osserva l’edificio dalla strada. 

Per una gallery del progetto:
📌 https://www.archdaily.com/961205/huntly-street-house-mirror-systems