Dopo l’annuncio dell’evento che abbiamo avuto l’onore di organizzare, durante il quale potremo godere della presenza di una figura di spicco nel mondo dell’architettura contemporanea, Teresa Sapey, vale la pena di approfondire la sua opera e lo stile che lo contraddistinguono.
Difficile non conoscerla ma desideriamo rendere noti gli aspetti più rilevanti della sua personalità e della sua architettura.
Nata in Italia, a Cuneo, e compiuti gli studi presso il Politecnico di Torino, ha iniziato a respirare l’aria internazionale a partire dalla Parsons School of design di Parigi e continuando con un Master a La Villette sempre nella capitale francese.
Il salto professionale arriva alla soglia degli anni 90: è del 1990 l’inaugurazione del suo studio a Madrid Teresa Sapey + Partners. Studio che oggi, oltre trent’anni dopo, è ancora in piena attività, anche grazie all’affiancamento nella professione della figlia di Sapey, Francesca Heathcote Sapey.
Non solo professionista ma anche accademica, grazie alle cattedre in prestigiose università estere, a partire da Madrid, come docente di Plastic Investigation Alla Universidad Camilo José Cela e come visiting professor presso gli atenei di Montreal, Ottawa, Toronto e Milano.
A consacrare il suo valore nel mondo dell’architettura anche le collaborazioni con brand di arredamento dal carattere democratico e popolare come Ikea e i numerosi premi, tra cui, nel 2008, il Premio Women Together rilasciato dalle Nazioni Unite, ad attestare il suo impegno per la parità di genere in questo ambito.
Dopo questa breve introduzione sull’esperienza e storia professionale di Teresa Sapey, è il momento di entrare nel vivo della sua filosofia e del suo stile, un marchio autentico in tutti i suoi progetti.
Lo stile inconfondibile di Teresa Sapey
Come scopriremo nel corso di questo approfondimento le opere di questa architetta internazionale si caratterizzano per uno stile unico e originale, alla cui base c’è una dualità ancora più appassionata di quella classica, fatta di estetica e utilità pratica.
Quella proposta da Sapey prevede, a fianco della funzionalità, una spiccata tendenza alla ricerca dell’emozione, alla psicologia positiva nei confronti di chi calca i luoghi da lei ripensati con spirito talvolta ludico.

A proposito di luoghi, Teresa Sapey predilige gli spazi pubblici, quelli che lei chiama “non luoghi”. Apparentemente dimensioni di passaggio, prive di significato prima di lasciare un’impronta nuova che li sappia caricare di senso per chi li vive e vi transita ogni giorno.
Per raggiungere questo scopo, il più prezioso aiutante è il colore: protagonista, invadente e passionale, rimane al centro delle progettazioni di Sapey influenzando la percezione di chi ci posa gli occhi e interagisce con esse.
Non solo spazi pubblici e urbanistica, ma anche design d’interni e industriale formano la composita opera di questa artista. Ecco di seguito, alcune delle sue creazioni più affascinanti.
Le opere di Teresa Sapey
Quando parliamo di questa figura, non possiamo che iniziare dal suo soprannome più noto, Madame Parking. E ci ricolleghiamo quindi velocemente a una delle sue più celebri creazioni, forse proprio quella che le è valsa la fama internazionale. Torniamo indietro fino al 2006, quando è stato inaugurato l’hotel Puerta de América di Madrid.
A realizzare il progetto di questo edificio niente di meno che Jean Nouvel, celebre archistar francese. Autore della facciata e del dodicesimo piano, viene nello studio degli altri piani altri professionisti di fama internazionale, tra cui, per citarne solo alcuni, Zaha Hadid, Norman Foster e Arata Isozaki.
Tra i nomi che hanno firmato l’edificio anche la nostra Teresa Sapey, ormai adottata professionalmente dalla capitale spagnola, con un compito affatto semplice e a prima vista meno pregiato del ristorante ad esempio, o della lobby dell’hotel, il parcheggio appunto.

Nei sotterranei dell’albergo possiamo godere oggi invece di un’esperienza sensoriale unica, immersi in colori vivaci, scritte e segnali esasperati. I caratteri sono inediti per un normale parcheggio, tanto che i complimenti di Nouvel, stupito da un risultato così sorprendente, non tardano ad arrivare, insieme alla consacrazione di “regina del parcheggio”. Per riprendere le sue parole: “È il progetto che trovo più interessante, perché è differente da tutti gli altri”.
A questo sono seguiti il Parking Chueca e il serrano sempre a Madrid. E tra gli altri spazi destinati alla condivisione degli spazi e al passaggio della collettività possiamo citare a titolo di esempio tra i tanti progetti il Reebok Sports Club, una palestra e l’interno di negozi come quello del brand Aspesi e del marchio Custo Barcelona.

Ma, come anticipato, non solo architettura e spazi comuni fanno parte del portfolio di Teresa Sapey. Complementi d’arredo e oggettistica, pezzi unici nel proprio genere vanno a completare il senso di un luogo con una carica non indifferente: vasi dalle forme astratte, lampade dai colori neon e sedute paragonabili a sculture completano il portfolio di questa professionista difficilmente inquadrabile all’interno di una sola etichetta o definizione.
La lista di progetti potrebbe continuare ancora, a decretare una carriera così ricca e prolifica in piena attività, ma non ci resta che aspettare con entusiasmo l’evento che ospiterà Teresa Sapey il prossimo 23 ottobre a Torino, fortemente voluto e sponsorizzato da Graziano Serramenti, per ascoltare direttamente dalla sua voce il racconto di un percorso professionale in continua evoluzione.



